Londei: «Candido chi ama Urbino e territorio»

Presentazione di liste e programmi. Michele Betti: «Serve un nuovo Prg»

GIORGIO LONDEI mette in primo piano il programma e ben 14 candidati, «tutti volti puliti di chi vuole bene alla città e mi auguro al Montefeltro», la definizione del braccio destro Ferruccio Giovanetti. Il Salone Raffaello era pieno di ascoltatori ieri pomeriggio: cittadini, simpatizzanti, sostenitori o semplici curiosi che hanno fatto scattare il sorriso a Giorgio Londei. «LA CITTÀ si chiedeva ieri quanta gente ci sarebbe stata. Voi siete tantissimi, questa è la risposta», ha detto il candidato sindaco per le liste Prospettiva Urbino, Nel Bene Comune, Moderati per Urbino, Uniti per Urbino. L’incontro si è svolto per argomenti e punti del programma elettorale, che sono stati illustrati da uno o più candidati: «E’ indispensabile un nuovo Piano regolatore per il centro storico e tutto il territorio – l’incipit di Michele Betti –. Occorre restituire la zona monumentale a luogo di accoglienza, di incontro, di attrazione. Vanno recuperate le zone degradate del Pincio, che ha mattoncini rovinati e asfalto, il Belvedere a fianco dell’Isia, il teatro romano, la fortezza; ci vuole la valorizzazione del Mercatale, degli oratori, la rivalutazione della cinta muraria, investire sul turismo sotterraneo». DOPO il centro storico, le attività produttive e imprenditoriali: «Per realizzare tanti progetti occorre il braccio operativo di Urbino Servizi che intendiamo riorganizzare – la volontà di Leonardo Pasquini – e che sarà utile per tutelare il brand Urbino, creare l’albergo diffuso, i pacchetti turistici, la mappatura delle strutture ricettive». Milena Fattori si è occupata della bellezza della città con proposte per il Mercatale, l’illuminazione migliore delle mura e dei monumenti, l’arredo urbano; Monica Focarini, invece, ha lanciato idee per il commercio, dall’abolizione del pagamento dell’ascensore dal Mercatale alla Park city card, la carta che permette agli urbinati di avere uno sconto del 50% sul costo dei parcheggi, alla Urbino Shop card, con agevolazioni e sconti. Uno degli argomenti cardine del programma è il turismo: Francesca Brugnettini ha presentato l’esigenza di migliorare l’accoglienza, mentre Davide Bianchi ha illustrato le azioni che dovrebbero portare a realizzare il traguardo di un milione di turisti all’anno a Urbino: «Per le feste di
Natale la città era deserta e per le iniziative il Comune ha speso 85mila euro, ma è mancata la promozione e il risultato più evidente è stato il 23% in meno di presenze alle Vie dei Presepi. Con quei soldi avremmo potuto mettere cartelli pubblicitari in tutte le autostrade d’Italia e avere 850 milioni di visualizzazioni. Chi arriva a Urbino deve avere un kit di benvenuto con la mappa della città, gadget, l’app per le informazioni. La domenica i negozi devono essere aperti, la Casa di Raffaello, lo Iat e gli oratori devono avere orario continuato dalle 9 alle 18 grazie a personale aggiuntivo e volontari». DI INNOVAZIONE tecnologica, smart city, «democrazia elettronica» ha parlato Anastasia Romano, che punta a pannelli informativi in tutte le frazioni, wi fi gratuito, l’app Urbino vicina per le informazioni utili, il sito web specifico per il teatro Sanzio. Di arte e cultura si è occupata Sabina Marcolini, Marcello Longhi di associazionismo, Massimo Tirabasso di volontariato, Antonio Castellucci di anziani, badanti di condominio, infermiera di quartiere, il dottor Paolo Luccarelli di sanità, dell’urgenza di attivare l’Unità operativa complessa di Geriatria e dare autonomia a quella di Medicina d’Urgenza; Katiuscia Bastianelli e Francesca Rossi di territori e frazioni, Ferruccio Giovanetti ha tirato le fila sui giovani candidati e ha poi passato la parola per le conclusioni a Giorgio Londei. «CHI VUOLE candidarsi con noi può farlo: ci invii un curriculum, l’unica discriminate per noi è se vuol bene a Urbino e al territorio – ha detto Londei –. Le persone che sono al governo della città da 5 anni negli incontri e in tv fanno propaganda ma non parlano mai del programma con cui hanno vinto e che non hanno realizzato. Il primo punto era trasformare il Mercatale, ma dopo 5 anni è ancora tutto uguale. Volevano valorizzare i beni comunali e hanno venduto Palazzo Chiocci, hanno messo in vendita Palazzo De Rossi, che ha 5.300 metri quadri utili che potevano essere trasformati in appartamenti per urbinati. Noi vogliamo che sia ristrutturato per gli urbinati. In questi giorni di Urbino si parla come di città proibita ma io ho sempre favorito il dialogo e non sono mai ricorso a misure draconiane come quelle di adesso. Se Urbino perde i suoi studenti cosa è Urbino?»
Londei: «Candido chi ama Urbino e territorio»
Torna su