Programma: Sanità

SANITÀ

Negli ultimi anni un sensibile incremento della vita media ha portato sia ad un aumento della popolazione sopra i 65 anni che a un parallelo incremento delle malattie croniche invalidanti le quali, facilmente riacutizzabili, hanno a loro volta richiesto un aumento quantitativo delle prestazioni sanitarie necessarie – quali visite specialistiche ed esami strumentali – ma anche portato a condizioni di salute ricorrentemente  precarie e “acute”, ovvero meritevoli di un trattamento medico ospedaliero in sedi specifiche e di durata non programmabile.

Contemporaneamente a questo cambiamento anagrafico e biologico quindi, in modo lentamente progressivo, due decisioni, una di politica nazionale e l’altra più organizzativo-sanitaria locale, hanno radicalmente cambiato sia l’approccio del cittadino al SSN che le modalità di risposta dello stesso alle più svariate richieste.

L’introduzione del numero chiuso alla Facoltà di Medicina e Chirurgia (1997, Ministro Zecchino) e l’ulteriore selezione per l’ingresso nelle Scuole di Specializzazione hanno lentamente, ma drasticamente ridotto il numero di medici disponibili.
Le strutture periferiche, come Urbino ed altri ospedali territoriali, subiscono più di altri la difficoltà di scelta, viste le opportunità professionali che il SSN offre in altre sedi.

L’attuazione in tutto il territorio della rete 118 ha elevato poi la cultura dell’Emergenza/Urgenza, con susseguente miglioramento del livello di trattamento, ma ha praticamente escluso le strutture periferiche da ogni coinvolgimento in merito; ogni abitante della provincia che attiva il 118, infatti, viene condotto ove sono presenti in servizio H24  anestesisti, cardiologi, internisti e chirurghi e sono, infine, funzionanti i Servizi di Radiologia e Laboratorio Analisi con il medico. Di qui il costante sovraffollamento del Pronto Soccorso di Urbino in assenza di una U.O. autonoma di Medicina Urgenza a supporto e notoriamente privo di un numero di medici adeguato.

La mancata completa applicazione della riforma sanitaria regionale ha poi contribuito a creare l’attuale situazione paradossale che rende estremamente difficoltosa l’erogazione da parte di ASUR AV1 dell’assistenza sanitaria. Tutti i pazienti meritevoli secondo il 118 di accesso agli ospedali giungono a Urbino per poi essere dirottati anche a Pergola, ma i medici, nel complesso pochi e difficili da reperire e che dovrebbero contribuire alla corretta gestione sanitaria dei pazienti ricoverati in quanto in gravi condizioni generali, sono invece e spesso contro la loro volontà sparsi sulle strutture territoriali a gettone/ore a Cagli; o assegnati a turni di 6 (Fossombrone) e 12 ore (Sassocorvaro) per svolgere  attività di controllo su pazienti in convalescenza, stabilizzati e  vicino alla guarigione definitiva; oppure addirittura a coprire ambulatori territoriali come ACAP, sottoutilizzati nonostante siano sempre più indispensabili nelle sedi primarie.

Cosa fare?  
Le nostre proposte si basano sulla consapevolezza che la conoscenza e l’interpretazione dei problemi quotidiani degli utenti e degli operatori sanitari rappresentano il punto di partenza più valido per un reale tentativo di superamento dell’ attuale fase:

Salvaguardare il Presidio Unico di Area Vasta con centralizzazione su Urbino di tutti i Medici appartenenti alle UO Complesse di Medicina sparsi negli Ospedali di Comunità che consentirebbe di aprire immediatamente la UOC di Geriatria ad Urbino con un Direttore e 5 medici;

– inserire nel Piano Sanitario Regionale, in corso di elaborazione, una Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Medicina di Urgenza per l’Ospedale di Urbino collocata vicina ma strutturalmente autonoma dal PS, rendendola così appetibile ai Medici interessati;

– creare un pool di Medici della Continuità Assistenziale (C.A.) che possano essere dapprima assunti come tirocinanti (es. 6 mesi al PS/PPI + 6 mesi in Medicina Interna) poi inseriti  sia negli Ospedali di Comunità con gestione CI + ACAP sia nel PPI di Pergola e PS Urbino;

collaborazione giornaliera (sei ore) per 4 giorni la settimana in qualità di consulenti fra Medici Ospedalieri e quelli della C.A. locati alle C.I. combinando attività relativa alle esigenze dell’Ospedale di Comunità–CI con ambulatorio specialistico di circa tre ore su sei quindi riducendo drasticamente le liste di attesa;

partecipazione dei Direttori di Struttura Complessa alle riunioni delle Unità Valutative per accedere agli Ospedali di Comunità, da organizzarsi 4 volte alla settimana in sede di Presidio Unico ove dovrebbe aver anche sede la Direzione Amministrativa. Oggi, se un Direttore di U.O.C. di Urbino o Pergola propone il trasferimento all’Ospedale di Comunità – Cure Intermedie  di cui lui stesso è Responsabile Sanitario un paziente ricoverato di cui conosce ogni aspetto clinico, deve chiedere un’autorizzazione di idoneità ad un gruppo di medici/operatori  – Unità Valutativa- che NON  conosce il paziente  e si guarda bene dall’assumerne una pur lontana responsabilità sanitaria. Di qui, i ritardi nei trasferimenti (di almeno tre giorni), il sovraffollamento delle Unità Operative per “acuti” il malcontento dei familiari e lo stress degli operatori sanitari – Medici ed Infermieri – che propongono, discutono con pazienti e familiari, dispongono, compilano un’infinità di moduli, faxano, per poi spesso ritrattare, cancellare e trovarsi costretti a ritardare con grande dispiacere e imbarazzo  ogni decisione;

creazione di un Dipartimento di Medicina Interna: centrale a Urbino, auspicando una strettissima cooperazione, al fine di azzerare i disagi relativi agli aspetti organizzativi, anche con la struttura privata-convenzionata di Saccorvaro;

incremento della presenza di Medici Ospedalieri durante il turno notturno al PS ricorrendo ai medici E/U ma anche portando quando serve il Medico Ospedaliero di Guardia direttamente in PS ed utilizzando il Medico reperibile della UOC Medicina o Chirurgia  se ci fosse la contemporanea necessità. Questo è immediatamente realizzabile soprattutto con la applicazione dei primi due punti;

collocazione della sede amministrativa della AV1 presso il Presidio Unico di Area Vasta – Urbino, con succursale a Pergola – per risolvere il problema posti letto disponibili per “acuti”, ma anche per alleviare i disagi agli utenti e le corse inutili ai medici. Su questo specifico argomento si chiederà supporto e appoggio firmato a ogni Direttore sia di Dipartimento che di Struttura Complessa,ad ogni operatore sanitario e al Tribunale del Malato.

DRITTI AL PUNTO:

  • salvaguardare il Presidio Unico di Area Vasta
  • inserire una Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Medicina di Urgenza per l’Ospedale di Urbino nel Piano Sanitario Regionale
  • creare un pool di Medici della Continuità Assistenziale
  • collaborazione giornaliera fra Medici Ospedalieri e quelli della C.A.
  • partecipazione dei Direttori di Struttura Complessa alle riunioni delle Unità Valutative
  • incremento della presenza di Medici Ospedalieri durante il turno notturno al PS
  • collocazione della sede amministrativa della AV1 presso il Presidio Unico di Area Vasta (Urbino)
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